L’insufficienza cardiaca sta diventando uno tsunami per la sanità. Lo dicono i numeri. In Italia, seppur in forma più o meno grave, interessa centinaia di migliaia di persone. Per tutti, un consiglio importante. Fissate appuntamenti regolari con il cardiologo. Almeno una volta l’anno. Facile a dirsi, ma difficile a farsi. Eppure è fondamentale. Il 40% circa dei pazienti non vede lo specialista nell’arco di 12 mesi e purtroppo rischia di più la morte. Pensate. Una visita cardiologica all’anno si rivela fattore protettivo e porta ad un calo del rischio di morte del 24% nei dodici mesi successivi, rispetto ovviamente a chi non va dal cardiologo. Non solo. Se i pazienti con insufficienza cardiaca ottenessero almeno una visita annuale, si potrebbe salvare una vita in soggetti con scompenso ogni 11-16 visitati. Ad offrire questi dati, sottolineando anche quali pazienti possano trarre i maggiori vantaggi da controlli su misura in base alla situazione, è una ricerca francese pubblicata su European Heart Journal e presentata al Congresso Heart Failure 2025. Lo studio è stato realizzato da un gruppo di studiosi transalpini guidati da Guillaume Baudry e Nicolas Girerd del Centro di Ricerca Clinica dell'Ospedale Universitario di Nancy.