Inumeri parlano chiaro. In Italia le malattie cardiovascolari provocano circa 140mila decessi l’anno, il 30,8% del totale, con una prevalenza per le donne 33,4%, contro il 28,1% degli uomini. Nonostante i sensibili miglioramenti su prevenzione e cura abbiano ridotto la mortalità di cinque volte dal 1950 a oggi, queste patologie continuano a gravare sul sistema sanitario: ogni anno si spendono più di 41 miliardi di euro, il 15% circa della spesa sanitaria. Agire prima, con la prevenzione, è quindi fondamentale. E non solo impattando sui principali fattori di rischi, come ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, fumo ed obesità (secondo il Global Cardiovascular Risk Consortium sarebbero responsabili da soli di oltre il 50% degli eventi aterosclerotici). Ma anche con attenzione alla giusta attività fisica, al sonno, ad altri parametri del metabolismo, come il prediabete. A ricordarlo, in una sorta di editoriale scientifico sul Washington Post, è uno dei più importanti cardiologi al mondo, Eric Topol, oggi vicepresidente esecutivo di Scripps Research a San Diego. Secondo l’esperto, quasi otto casi su dieci di malattie cardiovascolari si potrebbero evitare con la giusta prevenzione. Ma cosa fare? Ecco le regole da tenere presenti, in accordo con il proprio medico, curando le abitudini a tavola, combattendo il sovrappeso, monitorando i valori di pressione, colesterolo, glicemia ed altro, evitando fumo ed esposizione eccessiva ad ambienti poco sani, facendo una regolare attività fisica e dormendo bene. Insomma: dieci punti “salvacuore” da non dimenticare.