Due ingenuità a confronto in concorso a Cannes, quella di Alexander Kornev che nel 1937 in 'Two Prosecutors' di Sergei Loznitsa crede, da onestissimo bolscevico, nella giustizia staliniana e quella invece di Stéphanie (Léa Drucker), investigatrice dell'Igpn, l'organismo disciplinare della polizia francese, che in 'Dossier 137' di Dominik Moll immagina di poter punire davvero dei suoi colleghi colpevoli di un reato orribile.

Un thriller, quello del regista e sceneggiatore tedesco naturalizzato francese, davvero di grande livello come un po' tutto questo inizio di festival, perché ben strutturato e puntuale, derivato com'è da un fatto vero.

Siamo a Parigi l'8 dicembre del 2018 ed è il quarto sabato di seguito che i gilet gialli si mobilitano sulle rotatorie di tutta la Francia. In questo giorno accade però nella capitale francese un fatto molto grave: un giovane è ferito da un colpo di pistola in testa da un proiettile Lbd che è in dotazione solo alla polizia. Stéphanie mette subito mano alle indagini anche perché il caso ovviamente monta quando si scopre che la vittima è tra l'altro un bravo ragazzo che ha anche un lavoro: fa l'elettricista. Per tutta una serie di circostanze e anche grazie all'aiuto delle telecamere di sorveglianza delle strade, vengono individuati come sospetti tre poliziotti della Bri (brigata di ricerca e intervento).