DA VEDERE. Sono curiosamente usciti al cinema in contemporanea due film che trattano l’autismo: l’italiano “La vita da grandi” di Greta Scarano è di una banalità sconcertante, lo statunitense “In viaggio con mio figlio” di Tony Goldwin eccellente. Il film americano coinvolge lo spettatore grazie a un’accurata sceneggiatura e a un cast di notevole bravura comprendente il protagonista Bobby Cannavale, Rose Byrne, un Robert De Niro finalmente di nuovo ad alto livello, l’ottimo esordiente William A. Fitzgerald nel ruolo del ragazzo autistico. E’ bizzarro che questa commedia abbia impiegato due anni ad uscire nelle nostre sale.
DA EVITARE. Comincia con una scena di sesso addirittura in un carcere “Malamore”, melodramma di Francesca Schirru non particolarmente riuscito. S’incentra sulle vicissitudini di Mary, giovane amante di un narcotrafficante prossimo a tornare in libertà e a diventare padre. Un giorno nella vita dell’infelice ragazza irrompe un istruttore di cavalli di cui prontamente s’innamora; il fidanzato in galera non approva. Lei è Giulia Schiavo, al suo fianco fanno a gara a chi recita peggio Simone Susinna, una sorta di Can Yaman de noatri, e Simon Grechi, uno dei tanti mediocri che “Il Grande Fratello” di Canale 5 ha “donato” alla settima arte italiana e non solo a quella. Imbarazzante la prima parte del film, accettabile la seconda.






