No agli invadenti occhi del Grande Fratello sulla piccola orsa recuperata nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Perché, spiega lo staff dell’ente, “la comunicazione è parte fondamentale della nostra società, ma mai potrà venire prima del benessere di un animale selvatico per il quale ci auguriamo la reintroduzione in natura”. Può diventare assolutamente paradigmatica del giusto equilibrio tra l’invadenza del grande pubblico e l’inderogabile rispetto della natura la storia della cucciola trovata, qualche giorno fa, nei pressi di Pizzone, provincia di Isernia, senza che si manifestasse nei dintorni la presenza della mamma e dunque catturata con l’obiettivo di reintrodurla quanto prima in natura. Una storia che rimanda, peraltro, all’invasione di obiettivi e flash degli ultimi anni, protagonisti gli orsi Amarena e Juan Carrito, a lungo star (inconsapevoli) sui social network. Ma un altro approccio, certamente auspicabile, è possibile?

Il racconto dei primi giorni dell’orsa

“Sono stati giorni delicati, in cui la priorità assoluta è stata quella di superare la fase emergenziale legata in primis all'alimentazione, passata dal latte materno ad un cibo totalmente sconosciuto al piccolo orso, e contemporaneamente al monitoraggio del suo stato di salute. – ha spiegato lo staff del Parco sui profili social - Ma il tutto limitando al massimo l’interazione degli operatori per ridurre, per quanto possibile, al minimo l’abituazione. Immaginate quanto possa essere stressante per un cucciolo selvatico, abbandonato dalla madre, essere trasportato e trovarsi improvvisamente in un ambiente chiuso e sconosciuto”. Poi, l’affondo: “Per questo ci ha colpito molto la pressione ricevuta da alcuni media che, in prima istanza, chiedevano video già fatti o da realizzare, anche da loro, in loco. Il breve filmato pubblicato è il primo video che ci siamo permessi di realizzare, dopo 72 ore dedicate in via prioritaria al benessere e alla tranquillità del cucciolo”.