Nel cuore verde dell’Appennino, dove le montagne dell’Abruzzo, del Lazio e del Molise si intrecciano in un paesaggio incontaminato, la tecnologia sta scrivendo una nuova pagina nella storia della conservazione ambientale. In uno dei luoghi simbolo della biodiversità italiana, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è nato un progetto che dimostra come l’innovazione, se guidata da intelligenza e sensibilità, possa diventare alleata della natura. Si chiama Wadas, acronimo di Wild Animal Detection and Alert System, ed è un sistema open-source sviluppato per monitorare e proteggere la fauna selvatica, in particolare due tra le specie più iconiche e vulnerabili del parco: l’orso bruno marsicano e il lupo appenninico. L’intelligenza artificiale diventa guardia forestale: un algoritmo per rilevare e riconoscere gli animali in situazioni di pericolo, permettendo un monitoraggio continuo e una gestione più efficace degli spostamenti della fauna.
Tecnologia invisibile, risultati concreti
Wadas è frutto della collaborazione tra l’Università dell’Aquila, l’associazione Salviamo l’Orso e partner tecnologici come Intel e Reolink. Al suo interno batte un cuore potente: “Parliamo di prestazioni che raggiungono i 120 Tops (tera operations per second), mantenendo un’efficienza energetica impressionante, con batterie che durano fino a 20 ore”, spiega uno degli ingegneri del progetto. Una potenzia essenziale per il monitoraggio di animali sempre in movimento. Le immagini su cui lavora il sistema provengono dalle telecamere pensate per operare in ambienti difficili senza disturbare gli animali, con visione notturna avanzata e una risoluzione 4K che possono rilevare presenze anche in condizioni di scarsa visibilità, garantendo una copertura territoriale ampia e dettagliata.







