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Ultimo aggiornamento: 16:40
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“Se un cane di dieci chili si allontana da solo, magari al crepuscolo o di notte, in un’area frequentata stabilmente dai lupi, pensi davvero che il problema si risolva rimuovendo uno, due, tre, dieci lupi da quel territorio?”. È una domanda che ha posto Daniele Ecotti – presidente dell’associazione “Io non ho paura del lupo” – in una lunga lettera rivolta a Michele Serra dopo il racconto della morte del suo cane Osso, ucciso dai lupi in Val Tidone. Al di là del semplice memoriale, il tema ha sollevato risposte e riflessioni da parte delle associazioni animaliste. Al centro della questione ruota la riflessione cruciale: che ci piaccia o no la natura ha le sue leggi e l’essere umano non ha il diritto di metterle in discussione per quanto possano far male. Nel suo racconto Michele Serra ha scritto di aver trovato Osso in un grande cerchio di erba dal colore rosso sangue: al centro c’era il cane senza vita sbranato dai grandi predatori. “Ho letto quello che hai scritto e mi è dispiaciuto moltissimo per quanto è accaduto – ha continuato Ecotti – ho cani da quando sono nato e so bene cosa significhi quel legame fisico, quotidiano, profondo”.










