Mario Tozzi risponde a Michele Serra. Il geologo e divulgatore scientifico commenta la tragica notizia data dal giornalista sulla sua newsletter: la perdita del suo cane, divorato dai lupi in Val Tidone. Una disperazione - è la premessa sulle colonne de La Stampa - che Tozzi condivide. Eppure - scrive - "nessuna di queste problematiche è posta correttamente, alcune si basano su presupposti falsi, e tutte sono frutto di quell'ideologia specista tipica dei sapiens che li porta a considerarsi 'custodi della natura' (!) e al vertice della piramide dei viventi. Ma tutte meritano una risposta, anche se scomoda".
Per prima cosa va detto che "i lupi, insieme a tanti compagni selvatici, sono in espansione in tutta Europa grazie a inurbamento, abbandono dei terreni marginali, ritorno dei boschi, diffusione delle prede e protezione legale. Ma mentre tutti gli altri animali sono in regressione, il lupo si allarga e prolifica: semplicemente occupa lo spazio che il territorio concede loro. Prima delle terribili stragi moderne, i lupi italici arrivavano a 20.000 individui, senza che si sia mai registrata un'aggressione deliberata a un solo sapiens. Il fatto è che noi siamo convinti di poter sopravvivere su questo pianeta senza altri animali che non quelli da compagnia o da allevamento, e mal tolleriamo ogni intrusione della natura nei nostri ambienti, a meno che quegli intrusi non si 'comportino bene', cioè come noi vogliamo. Solo che oggi tutti gli ambienti sono colonizzati dai sapiens e dunque non c'è più spazio per nessun altro".











