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8 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:02

Dove sono nato e cresciuto, e dove vivono i miei genitori, si è stabilita una famiglia di lupi. È l’Alta Val Brembana, Orobie bergamasche. L’anno scorso un vecchio bergamì del paese – i bergamì sono i malgari – era a bordo del proprio fuoristrada quando si è trovato davanti due lupi che stavano predando un capriolo. Ha fermato l’auto, è sceso e ha tentato di aiutare il capriolo. Uno dei lupi gli ha mostrato i denti, così è risalito in macchina, è andato al bar e ha raccontato ciò che gli era appena successo.

Ho letto la tragica storia di Michele Serra e la diatriba che ne è conseguita da una zona – la Sicilia Nord-Occidentale – che fino a cent’anni fa poteva vantare la presenza di una sottospecie endemica di lupo: taglia più piccola, mantello grigio con riflessi fulvi o giallastri, è stato ucciso a colpi di lupara (da cui il nome) fino alla sua completa estinzione. Da circa un secolo quella sottospecie non esiste più. La zona in cui mi trovavo, peraltro, soffre come tutta la regione di gravi problemi di randagismo canino. Ho pensato fosse un segno, in qualche modo.