Un ritorno al futuro, parafrasando un titolo cinematografico che ha fatto la storia. Perché nella recente campagna di Apple per il Capodanno cinese il nastro della memoria si riavvolge facendoci tornare negli anni Novanta. Altro che metafora: siamo proprio di fronte ad una musicassetta. Al contempo il racconto è fatto con quegli strumenti che in quei vorticosi anni neppure si immaginavano, ossia l’iPhone 16 Pro, con un’operazione marketing già consolidata per il colosso di Cupertino. Ottavo video per il Capodanno cinese, ma stavolta da guinness per celebrare l’Anno del Serpente. In questo caso è il primo musical girato via smartphone. Wei durante i festeggiamenti a casa dei genitori scopre la compilation e viene trasportato in un mondo da sogno e qui si innamora di una perfetta sconosciuta.

Ancoraggi multi-generazionali

In una fase economica turbolenta il marketing gioca la carta della memoria. Una forma di cautela, un modo per rinchiudersi su se stesso. È l’esaltazione dei tempi andati e dei luoghi cari, lontani dagli scombussolamenti odierni e dalle dinamiche della globalizzazione messe in crisi dalla geopolitica. Benvenuti nel marketing della nostalgia che ridefinisce spazio e tempo lavorando su immagini riconoscibili e su storytelling tranquillizzanti. «Quando i legami con il passato vengono recisi, perdiamo più della semplice storia: lasciamo andare ispirazione, identità e capacità di immaginare un futuro», ha scritto Dulani Porter poche settimane fa su AdWeek, evidenziando il legame tra memoria e creatività.