Riscrivere la storia partendo da un semplice ma potente punto interrogativo. In un mondo dove le certezze si diradano, un piccolo segno grafico può ridefinire il posizionamento di un brand e riscrivere la relazione con una comunità globale che è cambiata negli anni. Ha fatto inevitabilmente il giro del mondo la nuova campagna di Nike, lanciata pochi giorni fa. Dopo quasi quattro decenni trascorsi a ispirare gli atleti a realizzare i propri sogni attraverso Just Do It – correva l’anno 1988 – il colosso di Beaverton ripropone l’iconico grido di battaglia accompagnato da Why Do It?

«La grandezza è qualcosa che si conquista con ogni scelta, ogni allenamento e ogni rimonta. Ho dovuto superare delle battute d’arresto, ma è ciò che rende il percorso autentico». Così ha dichiarato Saquon Barkley, pluripremiato running back al Super Bowl. Quando ci si impegna, tutto è possibile. Si cade, ma ci si può rialzare. Ciò che conta è la scelta, non il risultato. Il cast di atleti coinvolti è internazionale, come stile della casa. Oltre a Saquon Barkley ci sono Carlos Alcaraz, LeBron James, Rayssa Leal, Qinwen Zheng e Tara Davis-Woodhall. «Stiamo accendendo per la nuova generazione una scintilla», ha affermato Nicole Graham, Direttore Marketing di Nike. Dal concetto di fissità a quello di mutevolezza e imperfezione. Dal cosa facciamo al perché lo facciamo. Non più soltanto l’invito ad agire, ma la domanda sulle ragioni profonde di quell’azione. Un cambio semantico che ridefinisce il rapporto con i consumatori.