La frase “Meno io più noi”, scelta da Maria Grazia Chiuri per il set e le sciarpe della sua prima collezione per la maison romana Fendi, è ispirata alla copertina di d la Repubblica del 2 novembre 2024. Protagonista l’attrice e modella Alma Jodorowsky. Riproponiamo qui l’intervista integrale e il servizio di copertina.

C’è un “ritorno al futuro”, nell’ultimo film di Alma Jodorowsky. Una fuga in avanti, al 2055, in un mondo dominato dai social e dagli influencer, in cui a sentire lei alla fine vincono l’amore e la fiducia negli esseri umani. Ce lo racconta durante quest’intervista, in un pomeriggio parigino che precede di qualche giorno l’uscita nelle sale di Les Reines du Drame (di Alexis Langlois, dal 27 novembre).

Attrice e musicista, regista e modella, Alma porta un cognome importante per l’ambiente culturale francese. Il nonno Alejandro, drammaturgo, regista e artista cileno di origini ebraico-ucraine, i genitori Brontis e Valérie Crouzet attori di teatro che le hanno trasmesso la passione per la recitazione. Come dice lei: «I miei tanti “cappelli” non mi impediscono di vedere il mondo, anzi sono stati la mia fortuna».

Provvidenza che torna spesso nella chiacchierata, sotto le sembianze di incontri che le hanno cambiato la vita. Come quello con Karl Lagerfeld che la scelse per il libro The Little Black Jacket, facendola entrare nella short-list dei volti amati da Chanel. O con registi come Abdellatif Kechiche, con cui vinse la Palma d’Oro a Cannes per La Vie d’Adèle. Se Les Reines du Drame ha avuto un’ottima eco a Cannes, secondo Alma è anche perché contiene «una riflessione profonda sul ruolo dei social, che potranno sopravvivere se diventano aggregatori di idee, fonte di informazioni alternative, per mobilitare le nuove generazioni sul tema dei diritti». È ciò che la appassiona di più. «È finito il tempo dell’“io”, il mondo ha bisogno del “noi”. Sono bianca, eterosessuale, privilegiata: potrei fregarmene, girarmi dall’altra parte. E invece no! Le battaglie per i diritti di donne, migranti, persone queer sono sacrosante. C’è ancora tanto da fare».