Dopo dieci anni a Parigi è tornata a casa. E in un pomeriggio romano pieno di sole, la direttrice creativa di Fendi parla con un’amica scrittrice di stile, femminismo, artigianalità

di Chiara Valerio

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Maria Grazia Chiuri se ne sta seduta sul divano, con le gambe raccolte. Mi sorride. A Roma è una bella giornata di sole di fine marzo. È la terza intervista che le faccio e ho capito perché mi piace. Per le sue risposte. Sempre precise. Sempre acute. Sempre a misura dell’interlocutore. Sartoriali. Se niente, come hanno scritto i filosofi, esiste se non in relazione a qualcos’altro, allora – penso mentre la ascolto e tento di non porre domande troppo vaghe – solo qualcuno che immagina, disegna e progetta abiti e accessori può dirci come si arriva da noi a un altro da noi.

Torna da Fendi nel centenario dello storico marchio, dopo dieci anni in Dior. Avverte una responsabilità in questo anniversario così simbolico?