Roma – Seconda giornata degli scritti della Maturità 2026 e al Classico si chiede agli studenti di tradurre un brano di Quintiliano tratto dal primo libro dell'Institutio Oratoria, opera che rappresenta una delle più mature riflessioni pedagogiche dell'antichità. In questo passo l'autore affronta il tema della musica come fondamento della formazione del perfetto oratore: agli studenti viene chiesta la comprensione e l'interpretazione del testo, l'analisi linguistica e stilistica, l'approfondimento e riflessioni personali. L'Institutio Oratoria, ovvero La formazione dell'oratore, di Marco Fabio Quintiliano, è l'opera maggiore e l'unica a esserci pervenuta per intero: dedicata a Marco Vitorio Marcello, funzionario della corte di Domiziano, per l'educazione del figlio Geta, l'opera, databile tra il 90 e il 96 dopo Cristo, compendia l'esperienza di un insegnamento durato vent'anni. Si tratta di un vero e proprio manuale di pedagogia e retorica, emulazione del De oratore di Cicerone, considerato da Quintiliano modello ideale di oratore e di trattatistica retorica.

La versione è sul “valore educativo e terapeutico della musica”

Il testo e lo svolgimento della versione di latino della Maturità 2026