Roma – Seconda giornata degli scritti della Maturità 2026 e al Classico si chiede agli studenti di tradurre un brano di Quintiliano tratto dal primo libro dell'Institutio Oratoria, opera che rappresenta una delle più mature riflessioni pedagogiche dell'antichità. In questo passo l'autore affronta il tema della musica come fondamento della formazione del perfetto oratore: agli studenti viene chiesta la comprensione e l'interpretazione del testo, l'analisi linguistica e stilistica, l'approfondimento e riflessioni personali. L'Institutio Oratoria, ovvero La formazione dell'oratore, di Marco Fabio Quintiliano, è l'opera maggiore e l'unica a esserci pervenuta per intero: dedicata a Marco Vitorio Marcello, funzionario della corte di Domiziano, per l'educazione del figlio Geta, l'opera, databile tra il 90 e il 96 dopo Cristo, compendia l'esperienza di un insegnamento durato vent'anni. Si tratta di un vero e proprio manuale di pedagogia e retorica, emulazione del De oratore di Cicerone, considerato da Quintiliano modello ideale di oratore e di trattatistica retorica.

Allo Scientifico il problema dell’acqua Invece, al liceo Scientifico, nella prova di Matematica, uno dei due problemi è incentrato sullo studio del livello dell'acqua del lago di Bracciano e il secondo problema è uno studio di funzione. Nel primo problema si pone la questione dei rilevamenti del lago di Bracciano, situato a nord di Roma, oggetto di prelievi nel 2016 e 2017 e utilizzato come riserva idrica di emergenza per le località limitrofe e per l'approvvigionamento di Roma. Nel 2017 si è deciso di interromperli, sospensione tutt'ora in atto. Ai maturandi viene chiesto di compiere una serie di misurazioni utilizzando i dati che vengono riportati in una tabella, definendo il modello matematico che esprime l'andamento del livello delle acque del lago in funzione del tempo. Il secondo problema è uno studio di funzione proposto nella formulazione classica, seguito da una serie di quesiti. All'inizio della prova di Matematica c'è una frase di Albert Einstein sulla incertezza della matematica applicata alla realtà tratta da Geometrie und Erfahrung, conferenza del 1921: "Nella misura in cui i teoremi della Matematica si riferiscono alla realtà, non sono certi, e nella misura in cui essi sono certi, non si riferiscono alla realtà”. La frase di chiusura delle tracce è: “La matematica è il gioco più bello del mondo. Assorbe più degli scacchi, scommette più del poker, e dura più di Monopoli. È gratuita, e può essere giocata ovunque. Archimede lo ha fatto in una vasca da bagno” del professore Richard J. Trudeau, Dots and lines, Kent State University Press, 1976. Inoltre, tra gli 8 proposti è presente anche un quesito sul terremoto del Friuli del 1976: quest'anno è l'anniversario, sono passati 50 anni.