L'Institutio oratoria del retore Marco Fabio Quintiliano – da cui è stata tratta la versione per la prova di latino all'esame di Maturità – non è un semplice manuale di retorica ma un ampio progetto di formazione dell'individuo sin dall’infanzia, in cui l'arte del parlare si intreccia con l'etica e l'educazione. Strutturata in dodici libri e scritta nel I secolo d.C., sotto la dinastia dei Flavi, l'opera definisce con chiarezza l'ideale dell'oratore perfetto: un vir bonus dicendi peritus, un uomo che deve unire competenza tecnica e rettitudine morale. Ancora oggi, a distanza di quasi duemila anni, questo trattato è un punto di riferimento per comprendere il valore della comunicazione e la responsabilità di chi usa la parola in pubblico. “Un autore che senz’altro merita di essere letto – riflette Federico Condello, ordinario di Filologia classica all’Università di Bologna – migliore di tanti pedagogisti suoi contemporanei. Anche se dal brano scelto non si direbbe”.
Come commenta questa scelta?
“Dopo l’esotico Brancati, selezionato tra le tracce per il tema di italiano, Quintiliano dovrebbe rappresentare una confortevole sicurezza per i maturandi. È un autore familiare, una scelta tranquillizzante”.











