Una fiera del libro dovrebbe essere il luogo della complessità, delle idee difficili e scabrose, altrimenti ci si riduce a una sorta di edulcorata Disney dei presunti buoni che si danno pacche sulle spalle a vicenda eccitandosi per la correttezza delle proprie stesse posizioni

Piccola e media editoria (con l'Aie) si schierano Il risultato è un surreale modulo di adesione

Che senso ha? Una fiera vende libri, non rilascia patenti morali