Meloni interviene sulla decisione della fiera dell'editoria di Roma di chiedere agli editori partecipanti di sottoscrive un modulo in cui si dichiara di “riconoscere e condividere i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della costituzione italiana”

“È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero. Sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono". La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, usa i social per intervenire nella polemica relativa al nuovo regolamento introdotto da “Più libri, più liberi”, la fiera della piccola e media editoria programmata a Roma dal 4 all’8 dicembre. "Per partecipare le case editrici dovranno ottenere quest'anno il 'patentino antifascista', sottoscrivendo un'apposita dichiarazione”, scrive la premier.

Cos'è successo l'anno scorso alla fiera dell'editoria

Per comprendere meglio a cosa si riferisce bisogna tornare all’edizione dello scorso anno, quando l’edizione venne monopolizzata dalle critiche e le dure prese di posizioni, che portarono anche al boicottaggio di alcuni scrittori, nei confronti della casa editrice “Passaggio al bosco” che “nel suo catalogo si basa in larga parte sull’esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita…”, veniva scritto nella lettera di protesta di 80 autori.