Se fosse andata come voleva il cancelliere tedesco Merz, i “porcellini europei”, come li chiama Putin, avrebbero costretto lui, l’aggressore dell’Ucraina a finanziare con i propri capitali sopravvivenza, difesa e resistenza dell’aggredito. Ma il patto da 90 miliardi che lega Ue e Kiev non è poco: suggella il cambio di rotta e la ferma volontà comune di non soccombere a minacce e giochi di potenza altrui.

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