Se fosse andata come voleva il cancelliere tedesco e i suoi tanti alleati a Nord, Est e Sud dell’Unione, sarebbe stato scacco matto a Vladimir Putin: i “porcellini europei”, come li chiama lo zar, avrebbero costretto lui, l’aggressore dell’Ucraina a finanziare con i propri capitali sopravvivenza, difesa e resistenza dell’aggredito e non a pace fatta ma nel pieno di una guerra che sul terreno fatica a individuare vincitori e vinti.
Mossa geniale e rischiosa, di valenza politica e coraggio inusitati.










