È difficile non concordare con le amare considerazioni fatte spesso dalla senatrice Liliana Segre (la quale – non va mai dimenticato – a 94 anni vive sotto scorta perché minacciata di morte da neofascisti) sull’oblio a cui sarà destinata in un prossimo futuro la Shoah, oltre che sull’indifferenza annoiata che già oggi essa produce in molti. Del resto, da anni i sondaggi ci avvertono che cresce esponenzialmente in Italia (e non solo) il numero di coloro che negano o minimizzano l’Olocausto. Una percentuale irrisoria trent’anni fa che adesso arriva a sfiorare il 15%!
Perché sta accadendo questo? La risposta non è semplice. Sì tratta probabilmente dell’effetto concordante di più fattori.
In prima battuta, è difficile pensare che questo fenomeno non abbia un rapporto con la crescita costante della destra, compresa quella estrema, oggi arrivata addirittura alla guida del nostro Paese. Non ci vuole un “genio maligno” per immaginare che una parte rilevante di quell’incredibile 15% di negazionisti e affini appartenga a quell’area politico-ideologica. Tuttavia questa spiegazione da sola è insufficiente.
DAL BLOG DI SPEAKER'S CORNER
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