Nel film Sliding Doors, la vita di Helen Quilley-Gwyneth Paltrow si divide in due dimensioni parallele a seconda che lei prenda la metropolitana – Helen torna a casa, trova il fidanzato Gerry a letto con l’ex Lydia, si rifà una vita con James e alla fine muore investita da una macchina – o la perda – Helen rientra a casa più tardi, Lydia è già andata via, ma alla fine la storia con Gerry finisce lo stesso e lei incontra James in un altro contesto. Il film, girato da Peter Howitt, nasce dallo spunto del regista polacco Krzysztof Kieślowski, ossessionato dal tema del destino e del libero arbitrio.

Dopo l’uscita nelle sale nel 1998, Sliding Doors si è rapidamente cementificato nell’immaginario collettivo per la sua capacità di mostrare come un piccolo contrattempo quotidiano possa generare ripercussioni inimmaginabili sulla vita di ciascuno di noi, innescando una spirale di eventi a catena, talvolta positiva, altre disastrosa.

Passante ferroviario di Milano, ruote dei treni consumate 80 volte più del normale. La causa? Un binario usurato. La circolazione resta bloccata

Ho sempre pensato che i vertici di Trenitalia avessero un debole per Sliding Doors tanto da decidere di replicarlo su larga scala coinvolgendo gli ignari italiani, che ogni giorno vedono aprirsi e chiudersi davanti ai loro occhi innumerabili porte scorrevoli a causa dei ritardi dei treni. Un esperimento sociale a tutti gli effetti, con quale obiettivo non si sa, forse solo fare incazzare le persone, forse, servendosi di un sistema di telecamere nascoste, realizzare migliaia di ore di girato sulle tratte più critiche per selezionare i clienti più agguerriti e poi vendere i loro nomi a Putin o magari a Netflix. “Stranger Trains”, tanta roba.