di Nathan Bonnì

Molte persone non binary e transgender non possono cambiare nome e genere sui documenti a causa dei requisiti restrittivi e obsoleti della legge 164/82, che attualmente non permette la rettifica dei documenti a chi non ha fatto un percorso di medicalizzazione del corpo e a chi ha un percorso non conforme alla dicotomia donna/uomo. Anche se non si è in possesso di documenti rettificati è necessario, per una vita piena e appagante, interagire in contesti necessari per l’affermazione personale e professionale: i percorsi di studio e la carriera lavorativa.

Per permettere che ciò avvenga nel rispetto dell’identità della persona, esiste la Carriera Alias, una procedura di carattere burocratico che permette alle persone di genere non binario e transgender di associare a tutti i documenti pubblici il nome d’elezione (quello scelto dalla persona e con cui si sente a suo agio) e di collegare quest’identità pubblica ai dati anagrafici, che sono necessari per alcune pratiche, come i pagamenti, ma che non vengono divulgati. Ciò avviene nei percorsi scolastici o universitari ma anche in alcune aziende e multinazionali illuminate, che sono ben consapevoli che un lavoratore, o una lavoratrice, felice può dare il meglio di sé, essendo per la propria azienda una preziosa risorsa.