Il cambiamento climatico causa eventi metereologici sempre più frequenti ed estremi e di conseguenza danni economici crescenti. Nel 2021, infatti, nuovamente le perdite a livello globale dovute a catastrofi naturali hanno superato la media del decennio (270 miliardi di dollari vs 226 miliardi), crescendo del 33% rispetto all'anno precedente. Lo stima l'ultimo Stigma pubblicato da Swiss Re, una delle maggiori compagnie riassicurative al mondo.

Soltanto meno della metà delle perdite totali erano assicurate (119 miliardi), nonostante tale percentuale da tempo stia salendo costantemente al ritmo annuo del 5-7%. Il gap di protezione è poi particolarmente significativo nel nostro Paese, ha sottolineato Daniela D'Andrea, ceo di Swiss Re Italia.

Tra le numerose catastrofi naturali che hanno colpito il pianeta lo scorso anno, le alluvioni sono state le più devastanti, soprattutto in Cina, Europa e Stati Uniti. È vero che le perdite dovute agli uragani restano ancora le più elevate, ma le inondazioni causano più di un terzo dei decessi e solo nel 2021 sono costate 82 miliardi di dollari (il 23% delle perdite totali), di cui solo 20 assicurati.

Difatti, rileva il report, ad oggi le coperture assicurative contro le alluvioni restano al 7% in Asia e arrivano al massimo al 34% in Europa. Il settore delle assicurazioni può molto in questo scenario per aiutare persone, imprese e la società. Dalla promozione di misure preventive allo sviluppo di soluzioni più innovative per rispondere in modo efficace ad un evento avverso, propone la D'Andrea. (riproduzione riservata)