Un 2021 da record per l'Arbitro delle controversie finanziarie (Acf) nel suo quinto anno di attività. L'organismo di risoluzione stragiudiziale dei contenziosi tra risparmiatori e intermediari della Consob ha infatti assegnato 39,2 milioni di euro di risarcimenti ai piccoli investitori. L'importo non solo è il più alto nella storia dell'Acf, che ha iniziato ad operare nel gennaio del 2017, ma è anche in crescita del 36% rispetto ai 28,9 milioni restituiti nel 2020.
Allargando lo sguardo a tutto il primo quinquennio di attività dell'Arbitro, nelle tasche dei risparmiatori italiani sono rientrati 120 milioni di euro, con una percentuale media di accoglimento dei ricorsi al 67%, lievemente superata nel 2021 (69%). Sebbene le decisioni dell'Acf non siano vincolanti, nella quasi totalità dei casi (96,1%) gli intermediari si adeguano e chiudono il contenzioso nei termini prescritti dall’organismo.
Dalla relazione annuale relativa al 2021 emerge anche la crescita dei procedimenti chiusi (+40,3%, pari a 2.119) come dei casi di estinzione anticipata del contenzioso, segnale che lo strumento stragiudiziale favorisce l'intesa fra le parti coinvolte.
La maggior parte dei ricorsi, inoltre, proviene da over 55, e soltanto il 10% da under 40, il che conferma che la ricchezza finanziaria in Italia si concentra principalmente nelle fasce d'età più elevate. Per di più, a rivolgersi all'Arbitro sono soprattutto gli uomini (2/3) e risparmiatori di tutte le aree del Paese, anche se la Puglia è in cima alla classifica.