Le stime sulla crescita dell'Italia arretrano di qualche punto percentuale ma per ora sembra scongiurato il rischio recessione. La previsione degli analisti di S&P sul pil italiano nel 2022 è stata tagliata a +3,1% dal precedente +4,7% che era stato indicato dall'agenzia a novembre 2021, prima del conflitto in Ucraina.

Il dato emerge dalle tabelle presenti nell'ultimo report di S&P Global Ratings che delinea l'outlook economico dell'Eurozona. L'aggiornamento, in realtà, è il secondo in poche settimane realizzato alla luce della guerra e dell'impennata dei prezzi delle materie prime. Lo scorso 8 marzo, infatti, S&P proprio a causa delle tensioni geopolitiche aveva già rivisto al ribasso le stime globali degli impatti sull'economia, ma si trattava di calcoli provvisori (in quel caso per l'Italia si prevedeva un prodotto interno lordo 2022 in crescita del 3,3%). Le stime definitive, adesso, confermano ancora di più il rallentamento rispetto alle previsioni diffuse nell'autunno scorso, mentre per quanto riguarda il biennio successivo la previsione di crescita aggiornata del pil italiano migliora e passa a +2,1% nel 2023 (da +1,8% stimato in autunno) e +1,5% nel 2024 (da +1%).

L'agenzia di rating ha tagliato le sue previsioni di crescita anche per la zona euro, vedendo il prodotto interno lordo 2022 dei Paesi del blocco in crescita al 3,3% invece del 4,4% stimato precedentemente. Gli esperti hanno sottolineato che la revisione al ribasso della stima è dovuta in particolare all'aumento dei prezzi dell'energia, causato dalla guerra Russia-Ucraina che colpirà il potere di spesa delle famiglie. "Grazie a un forte slancio di ripresa e a sufficienti riserve di liquidità, non ci aspettiamo una recessione per l'intero anno, ma piuttosto un calo della crescita del pil al 3,3% quest'anno", ha scritto da S&P in un report. L'agenzia ha aggiunto che, in quanto Paesi vicini di Russia e Ucraina, gli Stati europei sono tra i più esposti alla crisi. "L'incertezza che circonda le nostre previsioni è più alta del solito, con rischi al ribasso per la crescita nel 2022 e rischi al rialzo per l'inflazione sia per quest'anno e che per il prossimo". (riproduzione riservata)