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La proposta di Dario Amodei, il CEO di Anthropic, di rallentare lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale per garantirne la sicurezza è arrivata in un momento particolare per il settore. I responsabili delle aziende che lo dominano dicono che le AI potrebbero diventare una minaccia esistenziale per l’umanità, ma al tempo stesso investono decine di miliardi di dollari per costruire modelli sempre più potenti, annunciano di continuo nuovi risultati e cercano capitali per sostenere i loro costi altissimi. Si muovono in una contraddizione evidente: mettono in guardia su dove questa tecnologia possa arrivare, ma sembrano fare di tutto per arrivarci prima della concorrenza.
Per questo la proposta di Amodei è stata accolta con interesse, ma ha sollevato anche dubbi e sospetti. L’accusa è che oltre alla motivazione ufficiale ce ne sia una prettamente economica, legata alla necessità di ridurre le spese e assicurarsi al tempo stesso che non si aggiungano nuovi concorrenti, per lo meno negli Stati Uniti dove la competizione è già molto avanzata.
Ad aumentare la diffidenza nei confronti della proposta c’è anche il fatto che sia stata prontamente sostenuta da due CEO che negli anni hanno mostrato di farsi meno scrupoli su sicurezza e regolamentazione rispetto ad Amodei: Sam Altman di OpenAI e Elon Musk di SpaceX, che controlla xAI.













