Dario Amodei – l’amministratore delegato di Anthropic, una delle più importanti aziende del settore dell’intelligenza artificiale e conosciuta soprattutto per il chatbot Claude – ha scritto un articolo molto commentato in cui sostiene che serva rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale per valutarne bene i rischi. Tra questi ci sono la perdita di controllo dei sistemi, la possibilità che decidano autonomamente attacchi informatici, nonché le loro conseguenze economiche.

Amodei aveva già parlato diverse volte in passato di questi temi, meno della necessità di frenare sullo sviluppo della tecnologia e di avere maggiore prudenza. «Dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di intelligenza artificiale. I progressi sembreranno lo stesso rapidi, e dobbiamo fare un uso oculato del tempo che guadagniamo», ha scritto. Le sue parole sono state molto riprese, e si sono detti sorprendentemente d’accordo anche altri personaggi di spicco del settore, come Sam Altman – l’amministratore delegato di OpenAI, l’azienda dietro Chat GPT – ed Elon Musk, il quale tra le altre cose è anche a capo di una società di intelligenza artificiale, xAI.

Nel suo articolo Amodei ha proposto un piano in tre punti che include il monitoraggio indipendente dei modelli di intelligenza artificiale durante la fase di sviluppo, una regolamentazione a livello di settore e una regolamentazione globale.