I padroni dell'intelligenza artificiale chiedono un freno sulla nuova tecnologia. Non sugli investimenti multimiliardari che hanno portato a valutazioni da record per le aziende da loro guidate, alimentando anche timori per il debito. Ma proprio sull'avanzamento delle capacità dei modelli, che avrebbe necessità di un maggior controllo. Ad aprire il vaso di Pandora è stato Dario Amodei, co-fondantore e numero uno di Anthropic. «Dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di IA. I progressi sembreranno comunque rapidi e dovremo fare un uso saggio del tempo che guadagneremo», ha scritto il top manager in un lungo intervento pubblicato sul suo blog. Posizione che trova concordi gli altri due grandi protagonisti della corsa all'intelligenza artificiale nella Silicon Valley, Elon Musk e Sam Altman.
«Dario ha ragione», ha commentato Musk rilanciando su X il messaggio di Amodei. E sulla stessa piattaforma si è espresso Altman, numero uno di OpenAi, società che ha sviluppato ChatGpt: «Concordo con Dario sulla necessità di gestire i ritmi di sviluppo delle tecnologie di frontiera. È stato uno dei temi centrali delle discussioni che abbiamo avuto in OpenAI nelle ultime settimane».Altman ha sposato una delle idee delineate da Amodei, quella di un team di valutatori esterni e terzi, con un accesso continuativo all'azienda che possono pubblicare le proprie conclusioni senza il controllo editoriale dell'azienda. Un'idea «ottima», ha scritto Altman, «adotteremo la stessa strategia», ha continuato apre-annunciando novità. D'altronde, secondo quanto riferito da Bloomberg, lo stesso ceo di OpenAi avrebbe lasciato i intendere ai suoi collaboratori di voler rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati e di frontiera e di voler cercare su questo punto un terreno comune con i concorrenti. Il dialogo sembra quindi prender forma, tra saggi, articoli e dichiarazioni affidate ai social network.IL PIANO I valutatori integrati, che Anthropic ha deciso di adottare, sono soltanto il primo dei tre passaggi ipotizzati da Amodei per rallentare il ritmo con cui aumenta la capacità dei modelli, prendendo tempo senza bloccare l'addestramento delle IA e il progresso tecnico. Gli altri due passaggi sono un coordinamento tra i Paesi democratici che condividono gli stessi standard e poi tra democrazie e Paesi autoritari. Il riferimento agli standard non è un caso. Paesi come la Cina hanno provato a muoversi per tempo, consci che creare per primi l'impalcatura entro la quale muoversi può dare vantaggio tecnologici .I timori del numero uno di Anthropic nascondo da fatti precisi. Amodei ha citato la capacità degli stessi modelli di contribuire allo sviluppo della generazione successiva. Di recente c'è poi stato il caso Hugging Face: un gruppo di agenti IA ha lanciato attacchi informatici non richiesti, tentando di manomettere il sistema che ne valutava le prestazioni.L'intervento di Amodei è stato pubblicato a distanza di pochi giorni dalle dimissioni da Anthropic di Jacob Coxon, uno dei ricercatori che ha lavorato ai modelli sviluppati dall'azienda e che ha lasciato nel timore che i sistemi possano andare fuori controllo. Il dibattito si è aperto in attesa del prossimo approdo in borsa di Anthropic. L'ipo dello sviluppatore del chatbot Claude si appresta a diventare la più grande finora mai registrata al mondo, superando anche la maxi-quotazione di SpaceX, arrivata a raccogliere 86 miliardi di dollari. La società potrebbe raggiungere una quotazione di 2.000 miliardi. La documentazione, secondo quanto riportato da Reuters, inizialmente previsto al massimo per la prossima settimana potrebbe invece arrivare non prima di fine mese, completando lo sbarco a New York nei giorni che precederanno le elezioni di Midterm a novembre.










