MILANO – Prosegue la corsa di gas e petrolio. Ad Amsterdam le quotazioni del metano registrano un aumento del 4,2% a 82,84 euro al megawattora, con l’indice Ttf che aggiorna i massimi dalla fine del 2022. Anche il greggio è in forte rialzo sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a ottobre passa di mano a 102,73 dollari al barile con un avanzamento del 2,68% mentre il Brent con consegna a novembre è scambiato a 107,32 dollari al barile, con una crescita del 2,59%. A spingere i prezzi è lo stop all’oleodotto saudita danneggiato dalle milizie filoiraniane la scorsa settimana, per il quale gli analisti lanciano l’allarme: le scorte di Riad sono sotto pressione ed è a rischio il 4% dell’offerta globale, secondo i calcoli della Reuters.
In questo quadro si rafforzano i timori di un aumento generalizzato dell'inflazione, proprio in vista dell'attesa riunione di mercoledì della Federal Reserve e di quella della BoJ di venerdì. La previsione è che la banca centrale americana aumenterà i tassi di un quarto di punto e quella giapponese farà altrettanto questo preoccupa i mercati, con le Borse asiatiche che arretrano e i future a Wall Street e quelli europei che procedono in rosso, specie quelli sul Nasdaq che cedono oltre l'1%, poiché il settore tecnologico è in panne a causa delle crescenti richieste di rallentare il ritmo di sviluppo dell'intelligenza artificiale.









