La soglia psicologica di 100 dollari al barile non è stata superata, ma si è andati molto vicino.

Poi il pericolo è rientrato e le borse hanno tirato un sospiro di sollievo.

Alle 18.30 il Brent veniva scambiato a 97,5 dollari al barile (+0,5%), pur avendo toccato nell'intraday i 99,5 dollari, mentre il Wti si attestava a 92 dollari (+1%).

La situazione nel Golfo resta complicata: quando non si sparano colpi sul fronte iraniano, con il Qatar che sta provando a far ripartire i negoziati tra Teheran e Washington, è l'Arabia Saudita a preoccupare i mercati.

Ieri i terroristi yemeniti Houthi hanno attaccato siti economici e civili nel Paese retto da Mohammad bin Salman, ferendo 73 civili e danneggiando un impianto del colosso petrolifero Aramco.