(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Non si arresta la corsa del petrolio con l’aggravarsi dell’instabilità in Medio Oriente che mette sotto pressione le forniture globali. Se si esclude il picco del 10 settembre a 107,66 dollari al barile, il Brent resta sui massimi da maggio scorso: il contratto per novembre viaggia in rialzo del 2,25% sopra quota 107 dollari; +2,33% anche per il Wti in scadenza a ottobre a 102,83 dollari. I prezzi del greggio Brent dovrebbero «rimanere elevati nel quarto trimestre, sostenuti dalle persistenti interruzioni nello Stretto di Hormuz, dai crescenti rischi a Bab el-Mandeb e dalle limitate esportazioni dal Medio Oriente» secondo Thye May Ting, analista di Hong Leong IB, che prevede che il Brent si attesterà tra i 95 e i 100 dollari al barile verso la fine del 2026, rivedendo al rialzo la sua ipotesi sul prezzo medio per il 2026 da 80 a 90 dollari al barile. Intanto, balza anche il gas naturale scambiato ad Amsterdam, che mette a segno un rialzo del 4,35% a 82,9 euro al megawattora.
Gli ultimi video Radiocor









