Marina di Pietrasanta (Lu), 13 set. (askanews) – L’affondo a Renzi, ma soprattutto il messaggio al Pd sulle primarie e il “punto fermo” sull’Ucraina, che solleva subito un brivido tra i riformisti: “Non è possibile che il Movimento cinquestelle sottoscriva un programma che continua in politica estera a fare quello che sta facendo Meloni”. Insomma, stop all’invio di armi.

Giuseppe Conte arriva alla festa del Fatto quotidiano, alla Versiliana di Marina di Pietrasanta – incontro che si apre con un pensiero per Alessandro Di Battista – e ci tiene a dire subito che, a differenza di quello che sembra “leggendo i giornali”, la linea dei Cinquestelle non è “primarie o morte” né il suo presidente è “ossessionato” da un ritorno a Palazzo Chigi. La faccenda è un po’ più complessa. Alle primarie, precisa, ci si arriva per due motivi: uno perchè il Pd ha “respinto” la proposta di applicare il metodo che la coalizione usa per le Regionali, ovvero scegliere “con saggezza” “il candidato più competitivo”, due perchè ai Cinquestelle l’idea che chi prende più voti abbia una sorta di egemonia – e decida il candidato premier – non va giù. Il Pd, continua l’ex premier, ha chiarito che per loro vale la regola del partito più grande, che prende più voti, ma i Cinquestelle sono in politica “per fare delle battaglie” e “non per portare acqua al mulino di qualcuno”. Applausi dalla platea.