Prende forma la misura a cui il governo lavora per rispondere al caro carburanti dopo la fine degli sconti generalizzati sulle accise. Secondo quanto riporta La Repubblica, l'esecutivo starebbe valutando un buono benzina una tantum rivolto ai lavoratori, sia dipendenti che autonomi, per un valore di 100 euro.
Una tantum o rata mensile Il bonus, nell'ipotesi attuale, potrebbe essere utilizzato in un'unica soluzione per il trimestre ottobre-dicembre. In alternativa, i tecnici valutano una versione con importo ridotto ma distribuito mensilmente. Le simulazioni considerate dal governo dipenderanno da scelte sia tecniche che politiche ancora da definire nei prossimi giorni.La scadenza di giovedì A dare l'indirizzo definitivo sarà un vertice che la premier Giorgia Meloni convocherà a inizio settimana con i leader della maggioranza, per decidere la tipologia d’intervento. Meloni intende chiudere la partita entro giovedì, giorno in cui termina lo sconto di 17,1 centesimi al litro sul diesel introdotto di recente. Il nodo centrale resta quello delle coperture: le misure selettive sono più mirate ma hanno comunque un impatto sui conti pubblici, e i fondi a disposizione incideranno su entità e durata del beneficio.Resta ancora da chiarire se, oltre al bonus lavoratori, il governo confermerà anche l'ipotesi di un contributo specifico per famiglie a basso Isee, provvedimento che era già stato ipotizzato nelle scorse settimane accanto a forme di sostegno tramite il welfare aziendale.Perché il governo cambia rotta Dietro la scelta di superare gli sconti “a pioggia” ci sono ragioni di bilancio ed efficacia. Il taglio delle accise, seppure percepito come equo, incide pesantemente sulle finanze pubbliche e favorisce anche chi non ne ha bisogno. Per questo l’orientamento è di concentrare le risorse, recuperate almeno in parte dall'extragettito IVA tutto dovuto all’aumento dei prezzi, su chi usa l’auto per lavoro o è in difficoltà economica.Al momento, nessun intervento è ancora definitivo: si tratta di proposte in esame tecnico, senza criteri o tempistiche già fissati. Le associazioni di categoria dei gestori, che in passato hanno criticato misure simili perché giudicate poco incisive sui prezzi alla pompa, seguono la questione, mentre dall’opposizione arriva la richiesta di interventi strutturali per aiutare le famiglie più fragili. Il quadro finale è atteso nelle prossime settimane, in concomitanza con la legge di bilancio.












