Un bonus benzina in busta paga per fronteggiare il caro carburanti: è questa una delle ipotesi su cui starebbe lavorando il governo per alleggerire la spesa di lavoratori e famiglie. L’idea potrebbe riprendere il modello già utilizzato nel 2022 dall’esecutivo guidato da Mario Draghi, quando alle aziende private fu consentito di riconoscere ai dipendenti buoni carburante fino a 200 euro, senza che l’importo concorresse alla formazione del reddito imponibile. Il meccanismo, se venisse riproposto, potrebbe quindi consentire al lavoratore di ricevere il beneficio attraverso l’azienda, sotto forma di buono o di altro strumento di welfare, con un vantaggio fiscale. La differenza rispetto al passato potrebbe però riguardare la platea, con un intervento pensato in modo più selettivo per concentrare le risorse sui redditi più bassi. Tra le ipotesi circolate c’è dunque quella di un contributo fino a 200 euro per i dipendenti, eventualmente affiancato da un diverso strumento per autonomi e partite Iva. La cifra non è però ancora definitiva e resta da capire se il governo sceglierà davvero di utilizzare la busta paga come canale per trasferire l’aiuto. Carburanti alle stelle, rincari fino al 20% al mercato: «Fare la spesa è come entrare in gioielleria»