«Renderemo la Svezia di nuovo grande». Lo slogan trumpiano ha da tempo superato i confini americani. Questa volta, però, a usarlo è un leader al potere già da quattro anni: Ulf Kristersson, primo ministro svedese uscente. Un auspicio a poche ore dalle elezioni che potrebbero portare, per la prima volta, a una Svezia con una destra radicale al governo. Le urne si sono aperte questa mattina: si rinnova il parlamento, da cui dipenderà la formazione del nuovo esecutivo.L’osservato speciale è il partito dei Democratici Svedesi: formazione di destra radicale nata nel 1988 con radici in ambienti neo-nazisti, ha ormai ampi consensi nel Paese, grazie anche a un’opera di ripulitura della propria immagine avviata negli ultimi vent’anni. Quest’anno potrebbe ottenere alcuni incarichi di governo. Lo ha promesso lo stesso Kristersson: in caso di vittoria il suo partito, i Moderati, di centro-destra, punta a una coalizione con la destra radicale (oltre che con gli alleati attuali, i Democratici Cristiani e i Liberali): la formazione del governo sarebbe quindi congiunta. «Non c’è nulla di drammatico in questo – ha detto ai giornalisti il primo ministro uscente – È sotto gli occhi di tutti che collaboriamo con successo da quattro anni». Già alle elezioni del 2022 i Democratici Svedesi si erano aggiudicati il 20,5% delle preferenze degli elettori. Il loro peso politico li aveva resi necessari alla coalizione di centro-destra guidata proprio da Kristersson, che avevano supportato dall’esterno, senza incarichi di governo. Influenzandone però le politiche.Ma per quanto l’attenzione in queste ore sia incentrata sulla destra estrema, i sondaggi indicano in leggero vantaggio la coalizione di centro-sinistra. Lo scarto è minimo e tutto si giocherà per una manciata di voti: si va da uno 0,3 di punti percentuali di differenza, a un 3%, in base ai diversi sondaggi. La maggioranza assoluta in Parlamento si ottiene con 175 seggi su 349.In caso di vittoria del centro-sinistra, la premier favorita è Magdalena Andersson dei Socialdemocratici, che già fu prima ministra nel 2021 per soli undici mesi, e la prima donna nel Paese a ricoprire l’incarico. In caso di vantaggio del centro-sinistra, non sarebbe però scontata la coalizione: un’opzione è che Socialdemocratici, Verdi e Partito di Centro condividano il governo, con l’appoggio esterno del Partito della Sinistra. Che, però, ha reclamato a sua volta incarichi nell’esecutivo. Si aggiunge una difficoltà di cooperazione tra i partiti, che hanno idee diverse su questioni che vanno dalla politica energetica alla tassazione: sarebbe, questo, uno degli aspetti che ha ridotto drasticamente il vantaggio di Andersson. A metà agosto, il blocco guidato dai socialdemocratici era avanti del 10%.Ad attendere i risultati delle urne sono i 10,6 milioni di abitanti di un Paese considerato storicamente un paladino dei diritti umani e sociali. Una reputazione che, però, negli ultimi anni è andata sbiadendosi. Queste elezioni potrebbero «peggiorare» la situazione, come ha dichiarato al Guardian John Stauffer, giurista svedese specializzato in diritti umani. «Negli ultimi quattro anni abbiamo assistito a enormi cambiamenti in materia di politiche sulla criminalità e sull’immigrazione. Un processo che continuerà se i Democratici Svedesi saranno al governo – ha detto Stauffer – Per un certo periodo la Svezia è stata considerata un’eccezione per i diritti umani, ma è lecito supporre che la sua immagine continuerà a deteriorarsi».L’immigrazione è un tema centrale. La Svezia è il Paese che ha operato una delle inversioni di rotta più drastiche in Europa. Se nel 2015 accoglieva 163.000 richiedenti asilo, il secondo numero più alto in rapporto alla popolazione in Europa, nel 2025 la cifra si è ridotta del 96%. La stretta sull’immigrazione è stato uno dei punti fermi della legislazione di Kristersson. Rimpatri ed espulsioni sono stati accelerati e hanno riguardato anche bambini, anziani, persone vulnerabili. Da gennaio, il governo ha offerto 350.000 corone svedesi (37.000 dollari) a cittadini extra-Ue che decidano di lasciare il Paese. Con slogan dipinti sugli autobus proprio dai Democratici Svedesi: «Vi manca Mogadiscio? Il sussidio per il rimpatrio vi aiuterà a tornare a casa».Sono passi da cui difficilmente si tornerà indietro. Anche nel caso di una vittoria del centro-sinistra. «O guido il governo e unisco il Paese... Oppure avremo un governo in cui i Democratici Svedesi useranno la loro piattaforma per creare divisioni» ha detto ai giornalisti Magdalena Andersson. In numerose interviste, però, la leader dell’opposizione ha dichiarato che il suo partito è diventato «molto più duro» sulle questioni della criminalità e dell’immigrazione.