Roma, 13 settembre 2026 – Massiccio attacco di droni russi a pochi chilometri dal confine tra Ucraina e Polonia, dove è scioppiato un vasto incendio. Colpiti una stazione di servizio a Yahodyn e un treno passeggeri, Kiev accusa Mosca di terrorismo. "Questo è il terrore di Putin, che sta bussando direttamente alle porte dell'Ue e della Nato. I barbari russi sono già alle vostre porte, cari partner”, ha scritto su X il ministro degli Esteri, Andriy Sybiha, nel tentativo di trovare nuovo supporto tra i Paesi alleati.

Intanto la diplomazia internazionale sta cercando di muovere dei passi avanti sul fronte di una de-escalation. Se il braccio di ferro tra Zelensky e Putin non sta portando a nulla di concreto – il presidente ucraino ha chiesto un incontro durante il G20 di Miami, ma lo zar ha riposto picche: “Venga a Mosca” – il Crelino fa sapere che Modi e Xi hanno parlato con Putin a margine del vertice Brics a Nuova Delhi, proponendosi come ‘mediatori’ per “contribuire a una soluzione per la fine della guerra”.

Ma Kiev continua a cercare lo scudo di Trump e della Ue. Budanov, il capo di gabinetto del presidente Zelensky, ha detto di puntare su colloqui trilaterali tra Usa, Ucraina e Russia: “La partecipazione di Stati Uniti e Europa resta indispensabile”, ha sottolineato.