Le forze russe hanno colpito anche una stazione di servizio sempre al confine tra Polonia e Ucraina. L'allarme del ministro degli Esteri di Kiev agli europei: «I russi alle vostre porte»

Nella notte di ieri e oggi 13 settembre la Russia ha lanciato un massiccio attacco di droni contro due obiettivi al confine tra Ucraina e Polonia. A Yahodyn le esplosioni hanno centrato una stazione di servizio, provocando un vasto incendio, mentre nella regione della Volinia è stato colpito un treno passeggeri. A commentare l’episodio è il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, che ha scritto: «Questo è il terrore di Putin, che sta bussando direttamente alle porte dell’Ue e della Nato. I barbari russi sono già alle vostre porte, cari partner».

Sul piano diplomatico, intanto, Mosca lascia aperta la porta a un negoziato. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che la Russia non esclude di tenere colloqui trilaterali sull’Ucraina già in ottobre: «Sì, non escludiamo questa possibilità. Stiamo parlando del prossimo futuro. Quindi ottobre è sicuramente una possibilità. Non può essere escluso». Sempre secondo quanto ricostruito dalla Tass, lo stesso Peskov ha raccontato che durante i colloqui bilaterali il premier indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping hanno posto domande dettagliate su una possibile soluzione del conflitto, offrendosi di mettere a disposizione i propri buoni uffici per favorire un’intesa: un’apertura che Putin avrebbe accolto con favore, fornendo ai due leader un resoconto dettagliato della situazione sul campo.