La guerra a Gaza, la condizione delle donne del mondo e tanti altri richiami al mondo attuale dall'invasione dell'Ucraina alla crisi del lavoro, sono arrivati sul palco, attraverso i film vincitori, nella cerimonia di chiusura della 83/a Mostra internazionale del cinema Venezia segnata dalla politica e dall'assenza dell'Italia nei premi principali. A conquistare il Leone d'oro è May el-Toukhy (unica cineasta in gara nel concorso principale di quest'edizione insieme a Rachel Szor, coregista di Naza) per Woman Unknown, storia di una donna che alla fine della seconda guerra mondiale fa di tutto per nascondere un segreto che potrebbe distruggere il suo futuro. A interpretarla Mathilde Arcel emozionata vincitrice della Coppa Volpi come miglior attrice. "Per me Woman Unknown parla del corpo femminile come campo di battaglia e questione pubblica. E allo stesso tempo, il film racconta la storia di donne invisibili, non viste e senza voce" dice la regista che dedica il Leone anche alla figlia adolescente: "Metti via quel dannato telefono. Alza lo sguardo. Usa la tua voce per denunciare la disumanizzazione e per parlare a nome di coloro che sono stati abbandonati e messi a tacere".
Molti si aspettavano, che il massimo premio potesse andare a Naza (in uscita evento dal 28 al 30 settembre con I Wonder), il documentario su Gaza che ha scosso il festival, invece al film va il premio speciale della giuria accolto dalla standing ovation in Sala Grande: "La realtà è che da quando è iniziata la Mostra, solo in questi dieci giorni, Israele ha ucciso almeno sei bambini palestinesi a Gaza - ha detto Yuval Abraham, regista con Rachel Szor che salendo sul palco si sono scambiati un lungo abbraccio con Kaouther Ben Hania, la regista di La voce di Hind Rajab, quest'anno in giuria -. Gli ufficiali dell'intelligence israeliana con cui abbiamo parlato ci hanno detto che questo massacro è sistemico". Il cineasta ha anche ricordato che il governo italiano e quello tedesco "stanno bloccando le pressioni su Israele che potrebbero porre fine a tutto questo" .














