Nella lunga intervista al direttore del Foglio, la premier racconta della sensazione di «nuotare nella colla» in certi giorni degli ultimi anni passati al governo. Il rapporto con Trump e perché non è d'accordo con Draghi sul futuro dell'Ue

Intervistata da Claudio Cerasa per Il Foglio, Giorgia Meloni ha risposto a chi ipotizza convergenze politiche con forze contrarie alla difesa militare di Kiev, un tema che negli ultimi mesi ha diviso tanto la Lega quanto l’area guidata da Roberto Vannacci. Parlando di sé in terza persona, la premier ha spiegato che non è disposta «a fare il contrario di quello che ha fatto finora, o di quello in cui crede, per calcolo politico o elettorale». Ha poi aggiunto di considerarsi «una persona seria», precisando di non essere «buona per tutte le stagioni»: chi cerca un capo del governo pronto a cambiare linea in base agli appoggi parlamentari, ha chiarito, deve guardare altrove, lasciando intendere di sapere già a chi si riferisce per esperienza diretta.

La frecciata di Meloni a Vannacci: «il Mago di Oz»

Cerasa ha anche chiesto alla premier di associare un film, un libro o una serie tv a ciascun leader di partito, esercizio che Meloni dice di aver già proposto in passato durante gli eventi di Atreju. A Conte e Schlein suggerisce Una poltrona per due, a Renzi Ritorno al futuro per «la nostalgia degli anni che furono», a Calenda L’ultimo dei Mohicani per la sua opposizione agli estremismi di sinistra. Il passaggio più tagliente riguarda Vannacci, a cui la premier assocół Il Mago di Oz: un riferimento ai video generati con l’intelligenza artificiale che lo ritraggono come un condottiero muscoloso, immagine che secondo Meloni ricorda proprio l’uomo dietro il grande schermo del film. Per Tajani e Salvini, invece, la scelta cade su Stranger Things, descritta come una «comitiva all’apparenza improbabile» impegnata in una battaglia più grande di lei.