“Mai cambiato idea sull’invio di armi a Kiev, soprattutto dopo 4 anni di guerra in cui questa strategia vede l'esercito russo avanzare inesorabilmente sul territorio ucraino. Mi stupisco che qualcuno se ne accorga solo ora". Roberto Vannacci non perde tempo. E risponde a Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di fine anno dove si è detta “stupita” dal fatto che “un generale sia contro all'invio di armi in Ucraina”.
La premier parlando della posizione di alcuni esponenti della Lega sul dl Ucraina dice: “Ascolto tutte le valutazioni che arrivano dalla maggioranza, ho letto di qualcuno che auspicava che il dl Ucraina non ottenesse i voti in Parlamento. Non credo andrà così e mi stupisce che" questa riflessione "arrivi da un generale. I soldati sono i primi che capiscono quanto le forze armate siano utili per costruire la pace". Parole a cui replica Vannacci ribadendo all’AdnKronos di non aver mai cambiato idea sull’invio di armi a Kiev: “Mi stupisco che qualcuno se ne accorga solo ora”. Per poi aggiungere: “Da generale, non faccio confusione tra concetti distinti e separati: quello di deterrenza e quello di invio diretto di armi in un conflitto in corso il cui esito, a meno di un coinvolgimento diretto di Nato o Ue, appare scontato. Sembra contraddittorio inviare armi e poi affermare contestualmente che non è opportuno l'invio di uomini sul terreno, perché a fronte di una potenza militare come la Russia non sarebbero mai abbastanza", dice l'europarlamentare e vicesegretario della Lega a LaPresse.








