"Quella dei femminicidi è un’emergenza nazionale". Così l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti intervistata ieri nell’evento di apertura del Prato Crime Festival da Maristella Carbonin, giornalista della Nazione. L’assessora alla Cultura ha iniziato il suo intervento sottolineando come la violenza di genere richieda un impegno concreto e deciso anche sul piano educativo. "Bisogna riconoscere che la violenza di genere è un fenomeno sociale e culturale del nostro Paese, che influenza tutti noi anche indirettamente". Per questo motivo è fondamentale "agire sui bambini tramite le scuole, in modo che si possa cambiare la nostra società partendo da quello che sarà il nostro futuro". "Occorre insegnare ai bambini che la violenza è sbagliata tutta e in questo modo porre le basi di una società più aperta e sicura". L’emergenza femminicidi va oltre il colore politico e chiama in causa tutte le istituzioni, ha ribadito Manetti, affinché alle donne venga mostrato che "esiste la volontà delle istituzioni di cambiare le cose".

Ha lanciato un appello alla politica e alle istituzioni: lo sforzo, da ogni parte, deve essere quello di non "alimentare posizioni che minimizzino la gravità del problema". Manetti ha sottolineato inoltre il lavoro fondamentale portato avanti dai centri antiviolenza. In primo luogo l’associazione La Nara a Prato, ma anche le realtà che gestiscono le case rifugio e gli sportelli di pronto intervento. "Un lavoro che per le volontarie dei centri antiviolenza assume, a tratti, la forma di una vera e propria missione" ha sottolineato l’assessora. Le associazioni però, come evidenziato da Manetti, non hanno vita facile. Non sono mai abbastanza, infatti, i rifugi dove accogliere le donne che escono da relazioni violente: il problema abitativo è reale e richiede risposte. "A questo si aggiungono gli enormi problemi burocratici legati al cambio di domicilio, che rendono ancora più difficile la vita delle donne in fuga e dei loro figli".