Una persona perde improvvisamente conoscenza. Sapere come intervenire può fare la differenza. Dalla posizione laterale di sicurezza al massaggio cardiaco, fino all’uso del defibrillatore: ecco cosa fare nei primi minuti e quando chiamare il 112, con i consigli del Professor Francesco Franceschi

Il Primo Soccorso è l’insieme delle norme da conoscere per sapere cosa fare quando, ad esempio, una persona accanto a noi perde improvvisamente conoscenza. Ha difficoltà a respirare oppure accusa un forte dolore al petto: sapremmo davvero cosa fare? Quel che è certo è che bisogna agire, perché i primi minuti possono essere decisivi. Ma se alcune azioni possono contribuire a salvare una vita, altre, compiute con le migliori intenzioni, possono risultare inutili o persino controproducenti. In occasione della Giornata mondiale del Primo Soccorso che si celebra il 12 settembre, abbiamo chiesto al Professor Francesco Franceschi, Responsabile della Medicina d’Urgenza presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore quali sono le regole essenziali che tutti dovrebbero conoscere.

Primo soccorso: cosa fare in caso di perdita di coscienza

Come mettere in sicurezza una persona che sta male, come capire se respira, quando chiamare tempestivamente il 112 e cosa fare nell’attesa dei soccorsi? Sono solo alcune delle domande cui dovremmo saper rispondere. «Se una persona perde conoscenza, la prima cosa da fare è metterla in sicurezza e stenderla completamente a terra. Non bisogna cercare di tenerla in piedi, farla camminare o farla sedere. Anche in caso di episodio presincopale o sincopale, la persona deve essere fatta sdraiare. Bisogna soprattutto evitare che cada, perché anche una semplice sincope vasovagale può provocare conseguenze importanti a causa della caduta, come traumi agli arti o un trauma cranico. Una volta messa a terra la persona, bisogna valutare le sue condizioni. La sincope vasovagale è una delle forme più comuni di perdita transitoria di coscienza. Può essere favorita da dolore, emozioni intense, stress, caldo o altri stimoli e può essere associata a una temporanea riduzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca», spiega il Professor Franceschi.