di
Federico Semeraro*
Come possiamo salvare più vite? In vista del Congresso dell’European Resuscitation Council, dal 17 al 19 settembre a Milano, il presidente Erc lancia un messaggio: «Non aspettare un eroe. Sii tu quella persona. Chiama il 112, inizia subito il massaggio cardiaco e usa un defibrillatore se disponibile»
In Europa, dopo un arresto cardiaco extraospedaliero, sopravvive in media appena il 7,5% delle persone. Ma dietro questa media si nasconde una forbice impressionante: nei diversi Paesi europei la sopravvivenza varia dal 3,1% al 35%. Non è soltanto una differenza sanitaria. È una differenza di sistema, di organizzazione, di cultura e, spesso, di ciò che accade nei primi minuti prima ancora dell’arrivo dell’ambulanza.È da questo dato che vorrei partire parlando del Congresso dell’European Resuscitation Council, che dal 17 al 19 settembre porterà a Milano, all’Allianz MiCo, la comunità internazionale della rianimazione. Medici, infermieri, soccorritori, ricercatori, educatori, sopravvissuti e innovatori si confronteranno su una domanda apparentemente semplice: come possiamo salvare più vite?
Le nuove Linee Guida ERC 2025 hanno cambiato anche il modo di rappresentare la «catena della sopravvivenza». Non comincia più soltanto quando il cuore si ferma e non finisce con il ritorno della circolazione. Comincia dalla prevenzione e dal riconoscimento precoce, passa attraverso la chiamata ai soccorsi, la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione, continua con le cure specialistiche e arriva fino alla riabilitazione e al sostegno dei sopravvissuti e delle loro famiglie.È un cambiamento culturale importante. Per anni abbiamo raccontato l’arresto cardiaco soprattutto come una sfida tecnica. Oggi sappiamo che è una sfida di comunità. In Europa la rianimazione da parte degli astanti viene iniziata nel 58% dei casi, ma con enormi differenze tra territori. Anche l’utilizzo di un defibrillatore prima dell’arrivo dei soccorsi varia in maniera impressionante. Dove il sistema è preparato, organizzato e i cittadini sono coinvolti, si sopravvive di più.








