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Sembra quasi un controsenso: mentre i prezzi di petrolio e gas corrono per la guerra Usa-Iran che non vede una fine, l'ultra-destra in Germania propone un'economia fondata su fonti fossili e nucleare. Intanto l'Afd (Alternative für Deutschland), il partito guidato da Alice Weidel, ex analista di Goldman Sachs e consulente di Bank of China, e Tino Chrupalla, ha creato un vero terremoto politico vincendo le elezioni in Sassonia-Anhalt. La piccola regione a Est (2,2 milioni di abitanti) ha visto il partito di estrema destra toccare il 43,8%. L'enorme affluenza (80%) ha premiato anche Verdi (8,9%) e sinistra con la Linke (8,6%), mentre la storica Cdu, partito di centro, è crollata al 17,2% dal 37,1% precedente.

Il risultato rappresenta un campanello d'allarme per i partiti tradizionali e arriva a pochi giorni dalle elezioni regionali del 20 settembre a Berlino e in Mecklenburg-Vorpommern, anche questo piccolo Land da 1,6 milioni di abitanti. In Germania i sondaggi del 10 settembre davano Afd primo partito al 38%, l'Spd (socialdemocratici) al 33,0%, Die Linke al 9% e la Cdu al 7%. Il 20 settembre si vota anche nel Land Berlino, che raccoglie 3,7 milioni di abitanti. In questo caso, però, è la sinistra a guidare le preferenze, Die Linke è accreditata per il 19,8% (+7,6% rispetto alle precedenti elezioni), mentre la Cdu per il 19,6% (-8,6%), Afd per il 17,9% (+8,8%). Come si vede, l'ultra-destra corre ma non allo stesso modo in tutte le regioni della Germania. Bisognerà vedere come voteranno gli elettori del Land più popoloso, il Nordrhein-Westfalen, quasi 18 milioni di abitanti, il 25 aprile 2027 per capire dove vuole andare il Paese. Qui per, ora, i sondaggi danno la Cdu al 32% e Afd al 19%, al pari dell'Spd e dei Grüne (verdi).