A Siracusa i rifiuti del mare diventano totem ecologici grazie al progetto GluDaMare di Alessandro Torrisi per denunciare l'inquinamento del Mediterraneo

@gludamare/Instagram

Sulle scogliere di Ognina, a Siracusa, i rifiuti abbandonati da bagnanti e incivili non deturpano più il paesaggio, ma si trasformano in potenti strumenti di denuncia ecologica grazie al progetto GluDaMare. Ideato da Alessandro Torrisi – account manager di giorno e appassionato subacqueo nel tempo libero – l’iniziativa dà nuova vita a bottiglie di plastica, lattine, infradito e reti recuperati durante le mareggiate o le immersioni in apnea.

Accanto a lui, amici e parenti come Marco Torrisi, Eviana Fatina, Daniele Mascherucci, Luciano Catinella, Ivan Celano e Giorgio Corallo contribuiscono a dare forma a installazioni uniche. Il nome del progetto racchiude una triplice anima: l’onomatopea glu che evoca il mondo sottomarino, la provenienza dei materiali dal mare e l’affetto profondo d’amare verso la natura.

I totem ecologici e la battaglia contro i mozziconi