Un bidoncino verde con gli occhi di un galleggiante di sughero. Il lungo naso fatto con la bottiglia di plastica piena di mozziconi di sigaretta. La bocca è un infradito bianca di plastica su cui spicca un lungo galleggiante usato per la pesca. Sotto c’è un piccolo cartello: “Cigarette after ‘tuffo’, il mio naso e il mare ne sono pieni. Portale via con te. 4,5 trilioni di mozziconi finiscono nell’ambiente ogni anno”. È uno dei tanti totem comparsi questa estate lungo il litorale di Siracusa, nella scogliera di Ognina, per proteggere il mare e l’ambiente dagli incivili e dagli zozzoni che ogni giorni gettano in acqua rifiuti di ogni genere. A realizzarli è Alessandro Torrisi che di lavoro in realtà fa tutt’alto, essendo un account manager di una società multinazionale, ma ha la passione per il mare e ogni volta che c’è una mareggiata oppure si immerge per la pesca subacquea, raccoglie i rifiuti e li riporta in superficie. Poi li trasforma in opere d’arte.
“Il totem è un simbolo sacro che protegge il mare e nello stesso tempo ti osserva, come se fosse un vigilantes per la salvaguardia e il rispetto dell’ambiente, e ha l’obiettivo di far capire a chiunque che ciò che si fa in mare non passa inosservato. Li ho realizzati ad Ognina con parenti e amici di una vita. Per uno di questi totem ho usato come naso una bottiglia di plastica riempita di mozziconi di sigarette raccolti in due metri quadri di scogliera, perché purtroppo ci sono gesti che non vengono percepiti così gravi, se magari può suscitare più clamore buttare una bottiglia di plastica, gettare una cicca di sigaretta no!”, spiega Torrisi. Una passione per il mare iniziata fin da ragazzino, condivisa insieme al fratello Marco nelle coste siracusane, e che nel corso degli anni è cresciuto sfociando in un amore viscerale per il mare e per la tutela dell’ambiente, coltivando diversi sport acquatici come il surf, l’apnea e la pesca subacquea, e infine trasferita nell’arte.







