Prima scatta delle foto, poi raccoglie tutti i rifiuti abbandonati a pochi metri dal mare e, infine, pubblica sui social la brutta cartolina che i turisti si trovano davanti. Il suo obiettivo è chiaro: denunciare la maleducazione dei bagnanti e sensibilizzare le persone a comportarsi bene e a rispettare l'ambiente di tutti.
Alessio Camedda, operatore dell'ecocentro di Cabras, porta avanti questa missione da diverse settimane, nella speranza di non dover più raccogliere i rifiuti abbandonati in ogni angolo del litorale che va da Mari Ermi a Maimoni, passando per Is Arutas e la borgata marina di San Giovanni di Sinis. Nonostante la presenza delle isole ecologiche, in tantissimi continuano ad abbandonare di tutto e di più: negli ultimi giorni gli operatori hanno dovuto raccogliere buste con dentro i rifiuti prodotti durante la giornata in spiaggia, poi bottiglie di vetro, plastica, lattine e anche tantissimi sdraio da mare e ombrelloni rotti.
«Che sia chiaro: con le isole ecologiche riusciamo a differenziare tantissimi rifiuti, ma è anche vero che, senza i giusti controlli, in tanti continuano ad abbandonare di tutto - spiega Alessio Camedda - Ci vanno a nozze. Ecco perché sto pubblicando le foto dei rifiuti sui social, nella speranza di sensibilizzare quante più persone possibile. Spero naturalmente che questi post arrivino alle persone giuste».






