A Prato l’economia circolare ha radici molto più antiche delle politiche che oggi provano a trasformarla in un modello industriale per l’intera Europa. Il distretto tessile ha costruito una parte fondante della propria identità sulla rigenerazione degli stracci, recuperando scarti tessili e indumenti usati provenienti da tutto il mondo per produrre nuovi filati e tessuti. Una storia che il prossimo 19 settembre incontrerà le sfide del presente in piazza Santa Maria delle Carceri, con Trasform[Azioni], il festival promosso da Plures, la multiutility a capitale interamente pubblico che ha in carico – tra le altre cose – la gestione dell’igiene urbana nella Toscana centrale.

La manifestazione si svolgerà dalle 10 alle 18 e riunirà istituzioni, imprese, associazioni, esperti, giornalisti e cittadini. Al centro del confronto ci saranno le nuove regole europee, la responsabilità dei produttori, l’innovazione tecnologica, la comunicazione della sostenibilità e il ruolo che riciclo e riuso possono assumere nei comportamenti quotidiani (il programma completo si trova qui https://www.plures.it/it-it/landing/trasformazioni).

Il punto di partenza resta il tessile, settore nel quale la circolarità pratese si è sviluppata insieme all’industria meccanica locale. Macchinari sempre più avanzati hanno permesso di lavorare le fibre recuperate e realizzare già dai tempi della Prima guerra mondiale coperte di lana, oltre ai caratteristici tessuti cardati impiegati per giacche e cappotti. Una lunghissima esperienza industriale che è entrata a luglio in una nuova fase con il completamento dei lavori, avviati nella primavera del 2024, e l’inaugurazione del Textile hub realizzato da Plures.