Approvata dal Congresso spagnolo la legge per la cittadinanza ai sahrawi nati sotto l'amministrazione spagnola, che ora passa al Senato. Un provvedimento che arriva sullo sfondo delle tensioni tra Madrid e Rabat, dopo la recente crisi di Ceuta

È stato votata ieri, 10 settembre, dal Congresso spagnolo, la legge che concede la cittadinanza spagnola ai cittadini saharawi (o sahrawi) nati quando il Sahara occidentale era una colonia spagnola. Attesa ora per il voto in Senato, la legge era stata letta, alla luce di alcune teorie, tre le cause di inasprimento dei rapporti tra Marocco e Spagna, così come tra quelle che avevano visto scaturire l’emergenza a Ceuta, essendo stata approvata in Commissione Giustizia solo una settimana prima.

Il voto al Congresso spagnolo

La proposta, presentata dal partito di sinistra Sumar, era già stata approvata a fine luglio in Commissione Giustizia. A sbloccare lo stallo del disegno, spingendo i socialisti al loro primo sì dopo anni di rifiuti, l’accoglimento di un emendamento che sostituiva «il popolo saharawi» con un più generico «i saharawi». Risale a ieri, invece, il passaggio al Congresso, con 168 voti a favore, 31 contrari (provenienti da Vox) e 145 astensioni (provenienti da PP e Junts). Secondo quanto riporta El Pais, nonostante l’astensione (gesto simbolico, dal momento che veniva conteggiata come un voto favorevole, ndr), sono stati in molti a concordare sul fatto che si sia trattato di un «giorno storico» che «ripara un’ingiustizia» e un «abbandono», mentre il partito di estrema destra Vox ha ribadito il parere contrario su una legge che “regala” la cittadinanza.